Nell’Interim Economic Outlook pubblicato poche ore fa, l’OCSE ha confermato come il debole commercio globale e le distorsioni finanziarie stiano supportando il rallentamento della crescita a livello globale. In particolare, nel suo rapporto l’OCSE ha formulato nuove revisioni al ribasso per il PIL mondiale che dovrebbe segnare un’espansione di 2,9 per cento nel 2016 e del 3,2 per cento nel 2017 con una revisione al ribasso di -0,1 punti percentuali per ciascuno dei due anni.
Se le previsioni dovessero trovare conferma, significherebbe che il trend per il PIL si confermerebbe ampiamente al di sotto del livello potenziale, stimato a 3,75 per cento. Più ampie le correzioni sul ciclo statunitense che vede un taglio delle stime da 1,8 per cento a 1,4 per cento su base annua per l’anno corrente che dovrebbe lasciare spazio però a una ri-accelerazione a +2,1per cento nel 2017.
Appare essere anche negativo l’aggiornamento per la zona euro con tassi di crescita attesi a +1,5 per cento nel 2016 (-0,1 per cento rispetto a giugno) e +1,4 per cento nel 2017 (-0,3 per cento dal rapporto precedente). Infine, con riferimento più specifico all’Italia, l’OCSE si avvicina al consenso di mercato e taglia sia la stima sul PIL per il 2016 portandola da 1,0 per cento a 0,8 per cento su base annua che la proiezione per l’anno prossimo, rivista dal +1,4 per cento di giugno a +0,8 per cento su base annua.
L’organizzazione di Parigi illustra pertanto un quadro in deciso deterioramento, soprattutto per via del rallentamento dei paesi avanzati, e torna a ribadire l’importanza di impiegare nuove risposte collettive che comprendano un maggior utilizzo della politica fiscale, l’implementazione di riforme strutturali e l’adozione di nuove politiche di commercio che sostengano la crescita.